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Product Progression Network

C'è un percorso comune per lo sviluppo dei paesi, o ogni nazione deve seguire la sua strada? Per produrre automobili, bisogna poter produrre ruote prima? Per rispondere a queste domande, abbiamo immaginato i paesi come escursionisti in una rete diretta fatta di beni, definito in modo che se un paese passa su un prodotto, lo esporterà. Ovviamente, i percorsi possibili sono molto diversi: mentre la Germania ha già esplorato gran parte dello spazio disponibile, i paesi sottosviluppati hanno una lunga strada da percorrere. Ovviamente, la direzione conta: conviene puntare ad un miglioramento tecnologico. Quali sono i percorsi migliori nella rete di prodotti?

L'idea generale è che un prodotto sia definito tramite l'insieme delle capabilities necessarie affinchè un paese siano in grado di produrlo. La presenza (o l'assenza) di un prodotto nel basket di esportazione di un paese è indicativa del set di capabilities disponibili, cioè di tutti quegli ingredienti necessari per costruire i prodotti che esporta (competenze tecnologiche specifiche, materiali, infrastrutture industriali). Usualmente il punto di partenza consiste nel costruire una rete di prodotti in cui due nodi sono collegati se hanno molte capabilities in comune, tuttavia, le capabilities sono praticamente impossibili da misurare quindi, in pratica, si collegano due prodotti se esistono molti paesi che li producono entrambi. La nostra ricerca, al contrario, mira a costruire una rete diversa, in cui due prodotti sono collegati non solo se sono simili, ma anche se il primo è di solito propedeutico alla produzione del secondo, come transistor per smartphone, mucche per pelle, e le ruote per le auto. In questo tipo di rete i collegamenti devono essere diretti: un paese, solitamente, passa da un prodotto all'altro, ma non viceversa.

Abbiamo chiamato questa struttura "taxonomy network": i nodi (ossia i prodotti) sono collegati da un link diretto, che rappresenta la relazione di causalità tra di essi. Abbiamo studiato l'influenza della struttura della nostra rete sullo sviluppo dei paesi e, in particolare, ci siamo concentrati sull'industrializzazione della Corea del sud, notando per molti componenti una diffusione a partire dal centro verso i confini della rete, dove si trovano prodotti più complessi. Forti di questo esempio, abbiamo analizzato tutti i paesi del nostro database, dimostrando che quando un paese si industrializza, cammina nella "taxonomy network" seguendo i link diretti da un prodotto all'altro e ne ripercorre la struttura. In altre parole, siamo in grado di individuare quali prodotti sono collegati da una sorta di rapporto causale, ossia quali prodotti è necessario produrre per esportarne competitivamente di nuovi. Inoltre, abbiamo osservato che una volta industrializzati, i paesi cominciano a specializzarsi di nuovo nella produzione di prodotti complessi. Questi risultati perettono di individuare, all'interno della rete dei prodotti, i percorsi più facili da realizzare, in modo da guidare le politiche di industrializzazione dei paesi in via di sviluppo.

Recentemente, abbiamo proposto un significativo miglioramento di questa metodologia. Questo approccio, chiamato Product Progression Network, presenta due importanti progressi rispetto ai precedenti modelli proposti in letteratura:

1. il Product Progression Network prende esplicitamente in considerazione l'evoluzione nel tempo dei dell'export dei paesi, calcolando la proiezione futura di due reti bipartite, e

2. la procedura di filtraggio dei link viene effettuata selezionando i collegamenti statisticamente significativi rispetto ad un modello nullo.

Nella figura si mostra il Product Progression Network per un database costituito sia da beni fisici che da servizi, in cui abbiamo mantenuto solo quei link statisticamente significativi  (soglia pvalue = 0.0001). I nodi blu rappresentano merci fisiche, mentre i nodi gialli rappresentano i servizi. A colpo d'occhio, si nota che i servizi non sono segregati, nel senso che non costituiscono un cluster da soli: al contrario, essi sono pienamente integrati con i settori industriali, e, pertanto, condividono con essi un elevato numero di capabilities. Questo è vero, in particolare, per i servizi ad alta complessità, quali Ricerca e Sviluppo e Proprietà Intellettuale, molto legati a settori industriali particolarmente sofisiticati, come l'ingegneria aereospaziale e l'industria farmaceutica. E' bene sottolineare che, in questi casi, non c'è un flusso netto di informazioni che vanno da un settore all'altro: al contrario, tutti questi settori traggono vantaggio dalla presenza degli altri. A sinistra è rappresentato il settore tessile, contenente cuoio, calzature e indumenti lavorati a maglia, mentre nell'angolo in basso si trovano le materie prime e l'agricoltura di base.

La centralità di servizi complessi come la Finanza, la Ricerca e Sviluppo, la Consulenza Aziendale e la Proprietà Intellettuale arricchisce la nostra comprensione rispetto all'approccio basato unicamente sulle merci fisiche. Questi servizi possono aiutare i paesi ad aumentare la loro competitività sia in altri servizi complessi come il Trasporto Aereo, il Trasporto Marittimo e i Servizi alle Imprese, sia nella manifattura di prodotti tecnologicamente avanzati quali, ad esempio, i prodotti farmaceutici o fotografici, i beni cinematografici e le apparecchiature elettroniche. La centralità dei servizi complessi rafforza l'idea che ignorare la specializzazione dei servizi fornisce un quadro incompleto sulla struttura produttiva e sulle potenziali opportunità per i paesi.

Referenze

[1] A. Zaccaria, M. Cristelli, A. Tacchella, and L. Pietronero, How the Taxonomy of Products Drives the Economic Development of Countries, PLoS ONE 9 (12): e113770, (2014)

[2] E. Pugliese, G. Cimini, A. Patelli, A. Zaccaria, L. Pietronero, and A. Gabrielli, Unfolding the innovation system for the development of countries: co-evolution of Science, Technology and Production, arXiv:1707.05146, (2017)

[3] A. Zaccaria, S. Mishra, M. Cader, and L. Pietronero, Integrating services in the economic fitness approach, World bank policy research working paper, WPS8485, (2018)